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lunes, 18 de agosto de 2014

Fragola, l’alleata della buona circolazione

Questo goloso frutto di maggio gustato ogni giorno attenua le infiammazioni e aiuta a conservare elastiche le pareti di vene, arterie e capillari, ma le sue proprietà non finiscono qui…
Oltre ad avere un aspetto goloso e un profumo invitante, la fragola è, fra le delizie che ci offre maggio, quella più ricca di principi nutritivi. Ricca di vitamine A, B1, B2, e soprattutto C (ne contiene circa il 50% in più delle arance!), fosforo, calcio, ferro, pectine, flavonoidi e acido salicilico, è un alimento di notevole valore per adulti e bambini. Ne traggono beneficio anche le persone obese, i sedentari, i gottosi e, con un consumo moderato, senza aggiunta di zucchero, anche i diabetici.




Disinfiammano e riattivano il microcircolo
La fragola deve la sua fama alla speciale attività antireumatica, antinfiammatoria e soprattutto  depurativa del sangue, grazie alla presenza di un principio attivo, l’acido acetilsalicilico, lo stesso su cui si basa l’aspirina. Ecco perché l’acido acetilsalicilico, il licopene (un carotenoide ad alto potere antiossidante) e la vitamina C (che contribuisce alla produzione del collagene, stimola le difese e mantiene integri i vasi sanguigni) fanno sì che un consumo continuativo di fragole disinfiammi le articolazioni, fluidifichi e alleggerisca il sangue e stimoli il microcircolo cutaneo. Inoltre, le fragole sono indicate in caso di affaticamento, astenia e affezioni epatiche e renali, oltre a stimolare la diuresi e alleviare i gonfiori tipici dei primi caldi.

Provale in un’insalata idratante…
Per esaltare le proprietà rinfrescanti e diuretiche della fragola, è possibile utilizzarla in versione “salata” insieme a yogurt bianco e cetrioli. Un pizzico di parmigiano darà a questa insalata un accostamento originale. Per una persona, basta tagliare le fragole (150 g) a tocchetti e collocarle al centro del piatto, insieme a un cetriolo e a qualche scaglia di parmigiano (10-20 g). Unire un cucchiaio di yogurt bianco e, da ultimo, spruzzare il piatto con qualche foglia di menta sminuzzata e alcune gocce di aceto balsamico.

Con le foglie fai un infuso depurativo…
L’infusione di foglie fresche o essiccate (reperibili in erboristeria) di fragola possiede un’ottima capacità di depurazione del sangue. A tal fine sarebbe meglio utilizzare le foglie di fragola selvatica, in quanto dispongono di un maggior concentrato di antiossidanti. Aggiungere 40 g di foglie tritate a un litro d’acqua fredda e lasciarvele a riposo per 15 minuti. Poi portare ad ebollizione per qualche minuto e far raffreddare. Se ne bevono 3 tazze al dì per un mese.

E puoi usarle anche per un impacco sgonfiante
Se a fine giornata gambe e caviglie sono affaticate e gonfie, ecco un impacco decongestionante in grado di smaltire i ristagni ematici e di tonificare la circolazione sanguigna: basta frullare alcune fragole mature e montare a neve un albume d’uovo, amalgamare i due ingredienti con mezzo bicchiere di yogurt bianco, fino a ottenere una crema liscia da stendere su gambe e caviglie dolenti. Lasciare agire per almeno 30 minuti prima di risciacquare.

Controindicazioni
In alcuni soggetti, le fragole possono scatenare reazioni allergiche come l’orticaria. Si ritiene che tali fenomeni siano legati alla loro potente azione disintossicante e alla gran quantità di sostanze tossiche che vengono movimentate all’interno dell’organismo in seguito alla loro ingestione. L’allergia alle fragole va dunque interpretata come un eccesso di stimolazione alla eliminazione delle tossine.

Gambe gonfie e pesanti? Ci vogliono pino e vite rossa

Il segreto è ripulire i capillari: in questo modo eviti gli edemi e le vene varicose e combatti anche gli sbalzi pressori: scopri i rimedi naturali da utilizzare. 
In questa la stagione, soprattutto a fine giornata o dopo una lunga esposizione al sole, le gambe spesso si gonfiano e diventano pesanti, rendendo più evidenti edemi e vene sottocutanee. Sono problemi provocati, oltre che dal caldo, dalla stasi a livello dei capillari. Il rialzo termico tipico dell’estate rende più faticosa la circolazione perché fa dilatare i vasi, di conseguenza abbassa la pressione e favorisce il ristagno del sangue all’interno dei capillari. 





Se questi non funzionano a dovere organi e tessuti non vengono ben nutriti e ossigenati diventando via via più deboli e non saranno in grado di affrontare in forze il cambio di stagione e i primi attacchi virali. La prima mossa per combattere la stasi capillare è l’eliminazione dell’eccesso di liquidi e tossine che, ristagnando nei tessuti, premono sulle pareti dei microvasi rendendole meno elastiche e bloccando il naturale scorrimento del sangue. Ecco i rimedi da utilizzare.
 

Per due settimane niente cibi salati

Inizia con una correzione mirata della dieta: semplicemente, a tavola cerca di limitare o, meglio ancora, di abolire il consumo di sale bianco e di cibi salati che, essendo ricchi di sodio, induriscono i vasi e favoriscono la stasi circolatoria. Quindi, per almeno 2 settimane (o anche per un periodo più lungo), evita o limita drasticamente il consumo di dadi da cucina, salumi, formaggi stagionati e affumicati, carni in scatola, salsa di soia e salse pronte; andrebbero ridotti anche prodotti da forno e cibi sott’olio.
Le erbe da prendere per 15 giorni
- La mattina, appena sveglia, assumi una capsula di estratto secco di vite rossa ( lo trovi in erboristeria ) con un abbondante bicchiere d’acqua: questa pianta è un efficace tonico circolatorio per il suo elevato contenuto di antocianosidi, sostanze antiossidanti che combattono la fragilità capillare e riducono gli edemi.

- In più, 2 volte al giorno, la mattina e a metà pomeriggio, diluisci in un bicchiere d’acqua naturale 30 gocce di tintura madre di orthosiphon e altre 30 di tintura madre di pilosella: queste due piante, comuni nei prati, hanno una marcata azione diuretica.
Fai i bagni freddi balsamici
L’ideale, quando le gambe sono particolarmente gonfie, calde e arrossate, sarebbe utile immergersi fino alla cintola in una vasca di acqua fresca arricchita da 10 gocce di olio essenziale di pino mugo e da un pugno di sale: questo trattamento decongestiona i capillari. Il pino va bene anche per i pediluvi.

L’idroterapia riattivante
Abbina quotidianamente a dieta e fitoterapia un trattamento idroterapico da fare alla mattina, prima di colazione, e di nuovo la sera, prima di coricarti. Dopo un bagno o una doccia, asciugati, mettiti in piedi nella vasca (o nella cabina doccia) e inizia a passare il doccino con movimenti circolari sui piedi risalendo verso caviglia, lungo i polpacci e fino alle ginocchia e poi su inguine e addome (non trattare l’addome se hai il ciclo); esegui il movimento più volte, alternando acqua tiepida e acqua molto fredda. Questo trattamento, favorendo vasodilatazione e vasocostrizione, ravviva il flusso sanguigno e ti aiuta a spingere le tossine verso i reni, che le elimineranno attraverso le urine.

Applica una crema al rusco
Alla fine delle docciature o dopo il bagno al pino, applica un velo di crema a base di estratto di rusco (o pungitopo), che terrai in frigorifero per tutta l’estate per aumentare la sua azione tonificante: questa pianta, ricca di saponine, riduce immediatamente la vasodilatazione e inibisce l’elastasi, l’enzima che tende a indurire vene e capillari.