lunes, 7 de julio de 2014

Salute: novità per la pelle dei pazienti oncologici

Con la collaborazione della Professoressa Maria Concetta (Pucci) Romanodocente di terapie speciali dermatologiche dell’Università Tor Vergataresponsabile del servizio dermatologico Asl ROMA C e dell’ambulatorio di dermatologia in oncologia dell’Az. Osp. San Camillo Forlanini di RomaVicepresidente SKINECO (Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologica; Presidente dell’associazione “Il corpo ritrovato”, fondata tre anni fa con la collega Gabriella Fabbrocini, professore associato  di Dermatologia all’Università di Napoli Federico II. L’associazione ha all’attivo già numerosi convegni e pubblicazioni scientifiche d’interesse internazionale.
Non si tratta di intervenire su un inestetismo. Né soltanto dell’esigenza di alleviare i sintomi delle patologie cutanee. Quello che i dermatologi, membri dell’associazione “Il corpo ritrovato”, hanno intenzione di realizzare è un compito ben più arduo: prevenire e curare l’insorgere di tossicità della pelle nel paziente che si sottopone a terapie oncologiche. Per farlo, sono stati creati degli ambulatori dedicati. Qui l’attenzione, in sinergia con i medici oncologi, è rivolta in primo luogo alla scelta dei farmaci usati nel percorso di cura. Visto che il problema parte soprattutto da lì.

Gli antitumorali
Da 40 anni a questa parte, lo studio di nuove molecole nella ricerca farmaceutica ha permesso passi da gigante nella lotta al cancro. Se negli anni ’60 la lista dei chemioterapici era ridotta, oggi il numero dei diversi medicinali sfiora quota 170. A fare la differenza, negli ultimissimi anni sono stati i farmaci biologici. Questi prodotti colpiscono con maggiore precisione le cellule bersaglio tumorali, attraverso un’azione di blocco dei fattori di crescita. Vengono somministrati dopo un’accurata analisi genetica, tant’è che siamo in grado di parlare di terapie personalizzate perché studiate sul singolo individuo. Tuttavia “la terapia biologica ha un handicap alla base – commenta la professoressa Maria Concetta Romano, responsabile del primo ambulatorio dedicato alla dermatologia in oncologia, attivo al San Camillo di Roma - perché il fattore di crescita che viene inibito è presente anche nella pelle. La conseguenza è un danno a carico della barriera cutanea che perde velocemente il suo equilibrio generando problemi classificati sotto il nome di diverse patologie: dalle lesioni di unghie e capelli, al rash, dalle infiammazioni alla follicolite”.

Un diverso tipo di approccio
Le finalità che l’associazione “Corpo ritrovato” vuole portare avanti toccano un aspetto innovativo nell’ambito delle cure anti cancro. Con la loro attività gli specialisti credono in un differente approccio alle cure: chi è affetto da neoplasia deve credere nella guarigione, senza rassegnarsi al dolore o alle reazioni che le terapie possono provocare. Il lavoro, la ricerca e, se vogliamo, la grande sensibilità dimostrata dai medici, ha come scopo finale la guarigione della persona che non si può dire completa se il benessere psicofisico risulta devastato da menomazioni o malattie cutanee invalidanti. Il messaggio di speranza trasmesso da questi medici è che, nel futuro, perdere i capelli, le unghie, o subire lesioni e infiammazioni non debba più essere il prezzo necessario pur di sopravvivere al cancro. Il corpo è il nostro motore. Il biglietto da visita nella società. Gli effetti delle cure che lo debilitano non sono caratteristiche secondarie e meritano di essere affrontate.

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